lupo e salame per finanza irriverente
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La moneta e la ricchezza: riflessioni personali

 

Sintesi

– Definizione di moneta e di ricchezza

– Riflessioni personali di un adulto tornato bambino

 

Approfondimento

Non è semplice dare una definizione di “moneta” e di “ricchezza” al giorno d’oggi poiché gli individui non hanno più la vera consapevolezza di questi concetti e da ciò derivano i paradossi più assurdi.

Per un istante dobbiamo tornare bambini – pratica, comunque, sempre consigliabile a tutti – per cogliere la vera essenza dei concetti di moneta e ricchezza.

Partiamo dagli albori. Un tempo gli uomini antichi, dediti alla caccia e alla agricoltura, avevano anche una vita sociale che permetteva loro di incontrarsi e di soddisfare le reciproche necessità. Ad esempio, chi raccoglieva frutta SCAMBIAVA il raccolto con chi andava a caccia o allevava bestiame. In sostanza si praticava il BARATTO.

Ben presto sorsero le prime difficoltà: come si può tenere viva una pecora dopo averle staccato una zampa per avere in cambio 10 mele ?

Il problema poteva essere risolto solo con l’introduzione di un elemento nuovo: LA MONETA. Tramite questa, presente in varie forme e modalità, l’uomo ha capito che era meno pesante – e più igienico – avere in mano un sacchetto con le conchiglie o pietruzze colorate per “comprare” le mele piuttosto che portare in spalla pezzi di pecora sanguinante. 

Con una punta di ironia, desidero mettere in luce ciò che nessun libro di economia dirà mai: la moneta come mezzo di scambio è nata NON PERCHE’ non funzionasse il tasso di cambio pecora contro mele (se mai è esistito) ma perché non si riusciva a tenere viva una pecora dopo averle staccato una coscia per comprare 10 mele.

Era quindi opportuno fissare un tasso di cambio più agile e snello attribuendo un valore universalmente riconosciuto a qualcosa di leggero e trasportabile, inizialmente conchiglie o pietruzze.

La moneta è il mezzo che si usa nella società moderna al fine di scambiare le merci o i servizi. La moneta oggi può assumere le sembianze di un cerchietto di metallo, anche d’oro, di una banconota o perfino essere una sequenza immateriale di numeri.

Per molti adulti – anche con grande cultura – possedere tante monete o banconote significa essere ricchi. Ovviamente il concetto è totalmente sbagliato e fuorviante.

A cosa servono tante banconote in una isola deserta ? In quel caso è ricco solo chi trova e possiede tante noci di cocco e cattura qualche pesce. La moneta deve essere messa in relazione al contesto dell’ecosistema in cui agisce ed è utile.

Ci avviciniamo lentamente a definire il concetto di RICCHEZZA. Personalmente ritengo che la vera ricchezza sia, in primo luogo, quella morale e spirituale, ma siamo in un sito di finanza pertanto dobbiamo spostare il quadro di riferimento su argomenti più venali e materiali.

Riporto integralmente la definizione di RICCHEZZA che fornisce Wikipedia, punto di riferimento a livello mondiale di ogni navigatore della rete internet: La ricchezza, in senso economico, è la larga disponibilità di beni materiali e denaro. La ricchezza è chiamata a misurare il benessere economico di un soggetto fisico o giuridico ed è un parametro utilizzato in economia che stima la quantità di beni tangibili e intangibili, nella piena disponibilità del soggetto, che abbiano valore di mercato e siano in grado di produrre reddito.”

Non ho mai letto nulla di più sbagliato e fuorviante. Urge una immediata correzione di tale scempio concettuale che riscrivo personalmente come segue: “La ricchezza, in senso economico, è il possesso (certificato da un titolo di proprietà) di enormi quantità di beni materiali ed immateriali che siano di utilità al possessore e alla comunità a cui appartiene”

Questa definizione che ho appena dato è la unica in cui credo e differisce molto da quella di Wikipedia.  Aggiungo qualche commento esplicativo derivante dalla definizione da me poc’anzi espressa:

1 – E’ ricco non chi ha la disponibilità di beni ma chi ne ha il possesso altrimenti si ha il godimento dei beni ma senza averne la proprietà. Tale concetto viene ben spiegato da Paperon de’ Paperoni nei fumetti di cui è protagonista.

2 – E’ ricco di possiede terreni, immobili, aziende cioè beni tangibili ma lo è anche – e forse di più – chi possiede bene immateriali quali la conoscenza e il “know how”. Ad esempio, chi possiede la formula segreta della Coca Cola oppure l’ingegnere che inventerà il teletrasporto o il medico che scoprirà il vaccino che sconfiggerà contemporaneamente tutte le malattie.

3 – Wikipedia confonde il denaro, cioè la moneta, con la ricchezza. La ricchezza può essere intesa come il fine mentre la moneta non è neppure il mezzo, è solo la unità di misura. Grave errore concettuale !

4 – E’ invece povero, secondo la mia definizione, chi pur possedendo tanto non lo condivide con la comunità a cui appartiene, mediante il pagamento di tasse eque o generose elargizioni gratuite ai bisognosi. Faccio rispettosamente notare che un uomo ricco, ma avaro, è come il maiale: è buono solo da morto.

Ho scritto queste righe soprattutto per me stesso e per chi condivide il mio pensiero. Ogni tanto è necessario fermarsi e – nel buio della vita – cercare la stella polare che indichi il cammino.

La schiera degli investitori e speculatori, di cui io stesso faccio parte, dovrebbe ogni tanto ricordare che la finanza ha senso solo se produce valore altrimenti diventa solo speculazione a somma zero; cioè una schiera di numeri seguita da qualche zero senza alcuna utilità alla società in cui viviamo.

Franco Bandelli

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